– UNA NUOVA STAGIONE PER IL SOCIALE –

 

Sentiamo la necessità di dare voce a tutti. Sentiamo l’obbligo di avere un occhio di riguardo ai tanti soggetti fragili che chiedono di essere ascoltati. Ogni cittadino, ma il più fragile in particolare, deve essere messo in condizione di rivendicare i propri diritti e deve trovare nell’Amministrazione Comunale un interlocutore che sappia dare una risposta ai propri bisogni.
Un’amministrazione sensibile alle politiche sociali deve riuscire a essere un valido tramite tra le esigenze del cittadino in difficoltà e le strutture cui questo deve interfacciarsi. Occorre dunque lavorare per la costruzione di una “Rete di Servizi alle Persone”. Una Rete integrata di servizi sociali, sanitari e culturali che miri a promuovere condizioni di benessere e inclusione nella comunità delle persone e delle famiglie, per prevenire, rimuovere e ridurre situazioni di disagio dovute a condizioni economiche, psico-sociali o ad altre forme di fragilità.
In particolare, tale rete comprenderà tutte le attività e le funzioni che riguardano i servizi sociali, le attività sportive, gli interventi culturali e le finalità proprie del settore della pubblica istruzione, attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori sociali pubblici e privati operanti sul territorio.

UNA NUOVA STAGIONE PER IL SOCIALE, perché abbiamo un progetto di città che torni ad essere solidale, accogliente e vivibile anzitutto per i suoi figli, e che non dimentichi di accogliere e sostenere chi è in difficoltà. Una visione di sociale che parli di servizi alla persona, ma anche di scuola ed istruzione, di sport e di assetto del territorio (su temi come barriere architettoniche ed housing sociale).
In coerenza con le normative attuali è, quindi, necessario creare un segretariato sociale che ascolti e informi il cittadino sui suoi diritti e sulle relative modalità grazie alle quali può superare le situazioni di disagio. Una vera e propria area adibita all’ascolto che rappresenti un porto sicuro per il cittadino-utente che si sente perso nella giungla della burocrazia, ed in una rete inefficace di e spesso inefficiente di uffici “senza soluzioni”.

L’inserimento lavorativo non deve essere, come accade adesso, un lenitivo temporaneo che non porta frutti o un progetto da attuare solo in caso di fondi avanzati all’abbellimento della città, ma deve essere il primo investimento (e i fondi ci sono) da realizzare con progetti (anche di start-up) che possano creare lavoro in maniera definitiva e costante (superare la logica del sussidio temporaneo che non incentiva l’autonomia del cittadino).
Il Comune deve rappresentare un punto di riferimento per cittadini. Il tessuto sociale del nostro territorio manifesta una vasta gamma di disagi che si vanno ad intrecciare tra loro, è necessario che l’istituzione elabori un meccanismo di risposta globale , una “cura della causa” e non del sintomo.
L’Istituzione Comunale deve essere un garante della salute psico-fisica del cittadino a 360 gradi, “dalla culla alla tomba”, lasciandosi alle spalle la logica dell’assistenzialismo che rappresenta il palliativo per eccellenza.
Dallo studio dei bisogni emerge che molte aree interessate da situazioni di disagio aspettano tutt’ora una risposta energica, e diventa necessario mettere in rete le risorse esistenti sul territorio, ma soprattutto crearne di nuove, lì dove la mancata risposta genera un aggravamento e una cronicizzazione del disagio. Ad esempio in ambiti come:

Famiglia: i maggiori bisogni nel nostro territorio riguardano richieste di alloggi popolari, aiuti economici (contributi per affitto, bollette, ecc), mediazioni familiari.

Minori: uso ed abuso di sostanze psicotrope, spaccio di sostanze tra minori, gravidanze in età adolescenziale, maltrattamento, bullismo. Sensibilizzare su questi temi è fondamentale (è determinante l’istituzione di progetti di formazione per gli insegnanti, di spazi d’incontro curriculare tenuti da educatori che coinvolgano intere classi, mirati a dare sostegno sia ai ragazzi vittima di bullismo che ad educare i “bulli” a modificare le proprie tendenze).

Disabili: sempre meno spazi, sempre meno risorse a disposizione dei disabili e delle loro famiglie. La presenza di sempre nuove forme di disagio, e le sempre minori risorse a disposizione per fronteggiarle, ci fanno impegnare sempre meno su chi ha disabilità e sulle loro famiglie. È necessario individuare spazi, risorse e professionalità per tornare a dare attenzione, cura, prospettive e dignità ai disabili ed alle loro famiglie che, attraverso servizi efficienti in tal senso trovano “sollievo” nella gestione di situazioni difficili.

PROPOSTE

Le proposte per affrontare questi temi sono diverse, e spesso sono trasversali a più problematiche.

Asilo nido comunale gratuito: Un servizio alle famiglie così importante va reso gratuito per il maggior numero di persone possibile, lasciando inalterata la già elevatissima qualità dello stesso, rendendo così possibile a qualche mamma di cercare (e trovare) lavoro, e a giovani coppie magari residenti in comuni limitrofi per via di canoni di affitto più bassi, di tornare a vivere a Gaeta, trovando magari beneficio economico dal minor costo dell’asilo nido. Pur trattandosi di “servizio a domanda individuale” per il quale è necessario corrispondere una quota del suo costo, va mantenuto inalterato il senso della misura in favore del maggior numero di famiglie possibile. Ad esempio, rimodulando le fasce ISEE attuali e prevedendo una forma di compartecipazione al costo della retta, ma solo per le famiglie il cui livello di reddito è “insensibile” alla retta massima.

Mensa scolastica gratuita: anche questo è un servizio che va reso gratuito, come per il precedente, avendo riguardo, piuttosto, alla qualità dello stesso. E come per il precedente, prevediamo una forma di compartecipazione al costo del servizio, ma solo per le famiglie il cui livello di reddito è “insensibile” al costo più alto. Prevediamo che il centro di cottura nel comune di Gaeta diventi parametro imprescindibile per l’aggiudicazione del servizio, ed arriveremo ad averne uno di proprietà comunale.

Attività di Sostegno scolastico: è necessario integrare l’attività di sostegno scolastico nelle scuole dell’obbligo già previste dal sistema della pubblica istruzione, incrementando le ore fornite da operatori professionali privati. Aiutare, di più e meglio, i bambini con difficoltà nell’affrontare un percorso scolastico è doveroso, è un obbligo morale. Un percorso scolastico adeguatamente “sostenuto” oggi, consente di avere cittadini con minori disagi domani.

Strutture sportive: rientra nell’aspetto sociale la creazione di strutture sportive adeguate e moderne, che consentano di ridare dignità alla pratica di vari sport. Gaeta ha una storia gloriosa nella Pallamano e nel Nuoto, grandi tradizioni nel Calcio, nel Basket e nel Volley, per fare degli esempi. Veder costretti i nostri atleti a giocare in trasferta anche quando sono “in casa”, o ad interrompere partite negli impianti coperti per impraticabilità di campo è umiliante. L’impegno sarà quello di individuare un luogo ed i finanziamenti per realizzare strutture sportive degne di esser definite tali.

Sportello “donna”: Sempre più frequenti, drammaticamente, fenomeni di violenza, e soprattutto violenza di genere, che si manifestano non solo con la violenza fisica, ma anche con fenomeni di bullismo, cyberbulismo, stalking, cyberstalking. La stessa impossibilità di garantire le pari opportunità, ad esempio nell’emancipazione lavorativa, impongono alla donna percorsi di vita “non scelti liberamente”. L’amministrazione deve responsabilizzarsi in termini di cura, prevenzione, sensibilizzazione e consulenza nei confronti di tale tematica e contribuire ad offrire un servizio strutturato e soprattutto volto al rispetto di aspetti che influenzano la decisione dell’utente di avviare un percorso di risoluzione del disagio, come la riservatezza e la cura del setting, inteso come spazio entro il quale la donna entra in contatto con gli operatori. Tale servizio dev’essere, quindi, esternalizzato rispetto alle mura del Comune e gestito da un soggetto esterno professionale, che sia ad esempio un’associazione o una cooperativa, ma che sia locale e radicato nel territorio comunale, e che lavori in rete con i servizi territoriali.
La responsabilizzazione dell’amministrazione avviene tramite un contributo che si può tradurre con la donazione di locali comunali ad uso gratuito, oppure in termini economici, proporzionali al numero di utenze in carico. È auspicabile, inoltre, l’istituzione di un numero telefonico gratuito LOCALE, che funga da filtro/prima accoglienza grazie alla professionalità di un’assistente sociale. Al comune resta, inoltre, l’attività di monitoraggio nei confronti dell’associazione titolare dell’affidamento del servizio.

Anziani: Ai sensi del DGR del Lazio 1305/04 e delle successive modifiche apportate dal DGR 124/2015, si programma l’apertura di comunità alloggio/casa vacanza per anziani, in linea con la fascia debole di maggior rilevanza a livello territoriale. Tra le attività ludico-ricreative individuate dallo stesso decreto si può integrare una visione di interscambio generazionale grazie all’intervento di adolescenti i quali possono avviare attività di volontariato in ottica di scambio/reciprocità (ad esempio letture in cambio di lezioni di artigianato in base alle conoscenze dell’anziano), il tutto promosso in cooperazione con la scuola di riferimento per inserire crediti formativi aggiuntivi per i ragazzi che aderiscono al progetto. Tale disegno è volto a non creare una struttura avulsa dal contesto territoriale, ma piuttosto un espediente per creare una nuova rete di legami tra cittadini di solidarietà intergenerazionale che un amministrazione attenta deve saper promuovere.
L’attuale ubicazione del Consultorio Familiare e del servizio T.S.M.R.E.E. non rispetta il principio della prossimità alla fascia di utenza interessata, in questo caso mamme con passeggini e bambini piccoli, che spesso hanno difficoltà a raggiungere il servizio poiché non provviste di mezzi. La precedente sede dei servizi (via Amalfi) consentiva la facile fruizione dell’utenza e lo spazio adatto per gli operatori sanitari per poter svolgere serenamente e con attenzione la loro professione.

Disabili: tre obiettivi in tal senso: il potenziamento di centri diurni, il “dopo di noi”, più assistenza domiciliare. Anzitutto intendiamo individuare nuovi spazi da destinare a centri diurni per persone disabili, in modo da estendere ad un maggior numero di famiglie la possibilità di fruire di un simile servizio. Inoltre, vogliamo assolutamente lavorare sulla tematica del “dopo di noi” in modo da rendere possibile alle famiglie garantire, ai propri congiunti disabili, una vita fatta di dignità ed affetti anche quando rimarranno soli. Infine, incrementare i livelli di assistenza domiciliare previsti dal distretto socio-sanitario attraverso risorse del bilancio comunale, e soprattutto attraverso un bando pubblico e non con affidamenti diretti, per garantire continuità del servizio e trasparenza nell’affidamento dello stesso.

Prendendo atto delle innovazioni pratiche e concettuali espresse nella legge 328/2000, poniamo l’accento sull’importanza del terzo settore come elemento fondamentale per creare una rete di servizi adeguati e funzionanti alla comunità. La cooperazione può diventare uno strumento di empowerment, sia individuale che comunitario, per gli utenti che da anni sono schiavi di una politica sociale comunale che non mira alla promozione dell’indipendenza. Ciò è possibile tramite la promozione della nascita di cooperative di comunità risultando all’avanguardia rispetto ad un welfare dormiente che non considera il cittadino con le sue potenzialità.

Strutture destinate ai giovani ed alla cultura: riteniamo rientri nell’aspetto sociale la creazione di strutture destinate ai giovani ed alla cultura. La cultura deve avere i suoi spazi e deve essere fruibile da tutti. Le strutture che potenzialmente possano ospitarla ci sono (la Gran Guardia è una di queste), e ne va preservata la piena fruizione pubblica. Discorso analogo vale per la creazione di un centro di aggregazione giovanile, per il quale i Giovani Democratici di Gaeta (presenti nelle nostre liste) si erano battuti, raccogliendo firme attraverso una petizione, ed ottenendo un contributo regionale per il Comune di Gaeta, non più sfruttato.

Per avviare UNA NUOVA STAGIONE PER IL SOCIALE è quindi necessario ribaltare la logica esistente, quella di disperdere le esigue finanze a disposizione in forme di assistenzialismo; ciò porta inevitabilmente al continuo dispendio di risorse nonché alla saturazione dei servizi territoriali che devono affrontare nuovi disagi e problematiche accanto ai casi storici. Un doppio lavoro senza risorse necessarie e senza la possibilità di fornire risposte adeguate anche nelle situazioni risolvibili a breve termine.

 

Emiliano Scinicariello Sindaco Gaeta - Una Nuova stagione per Gaeta